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Speciale “Fessbuc”.

Grande idea di partenza ma con deludente svolgimento.

Speciale “Fessbuc”.

Di Luisa Scarlata • 18/07/2009 • Categorie: Eventi

Speciale Fessbuc Foto

Speciale "Fessbuc".

Il terzo episodio è stato presentato in anteprima al RomaFictionFest 2009 (i primi due hanno invece debuttato direttamente su internet). Stiamo parlando di “Fessbuc”, sit-com che nasce per prendere in giro il mondo del più celebre social network del momento, Facebook appunto, e i suoi semi-lobotomizzati utenti.

Idea generale di partenza ottima (dati anche gli infiniti spunti che offre), così come quella di ambientare il tutto in un’agenzia di pubblicità dove chiunque, dai creativi agli account, dalla segretaria alla centralinista al creative director, invece di lavorare passano l’intera giornata su Facebook persino quando (consapevoli o no) devono comunicare fra loro.

I complimenti su “Fessbuc” però, con grandissimo rammarico, finiscono qui. Ed è un vero peccato. Già perché le aspettative c’erano tutte, ma finiscono per rimanere grandemente deluse. I tre episodi insomma, invece di fare il botto in crescendo, implodono e si afflosciano miserabilmente su se stessi. Prima di tutto: per restare in ambito pubblicitario, la sceneggiatura di “Fessbuc” sembra scritta per la maggior parte da due copy junior che hanno davvero ancora molto da imparare (e che credono che per essere creativi basti fare una serie infinita di battutine piene zeppe di giochini di parole...ahi, ahi, ahi!). Secondo: possibile che tutto sia incentrato solo ed esclusivamente sul sesso? Suvvia! Qualunque protagonista femminile di “Fessbuc” è – per dirla elegantemente – una donna di facilissimi costumi; di contro ogni maschio della sit-com è, per farla breve, un porco.

Siamo d’accordo che – alla faccia della tanto millantata amicizia – la leva principale che “tira” su Facebook (così come in quasi qualsiasi altra cosa per la verità in Italia) è il sesso, tradotto come possibilità/speranza di rimorchiare qualcuno/qualcuna; ciò non toglie che un bacino immenso come Facebook sia in grado di offrire senza dubbio mille altri divertentissimi spunti da mostrare e massacrare di satira.

Possibile che gli autori di “Fessbuc” non se ne siano accorti? Bravissimi insomma ad individuare l’idea di base, si sono poi persi sui contenuti, accontentandosi di presentare un prodotto ancora più superficiale di quello che intelligentemente volevano prendere in giro (tra l’altro, anche un po’ “bruttino” nella sua estetica: e anche qui, siamo proprio sicuri che la colpa sia solo del low budget?).

Insomma, se dei primi 3 episodi di “Fessbuc” non possiamo ancora dirci soddisfatti, lasciamo tuttavia spazio alla speranza che quelli futuri – se ci saranno – allarghino un po’ il campo. O, almeno, scendano più in profondità.

Tagged as: Facebook, Fessbuc, Roma Fiction Fest 2009, sit-com
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Luisa Scarlata è Capo Redattore di Cineradar.
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