Capita davvero raramente, guardando un film nato dalla trasposizione di un romanzo, di risentire quello stesso brivido provato sfogliando le pagine che avresti voluto non finissero mai. “Non Ti Muovere” è uno di quei rarissimi e preziosi casi. Perciò se avete letto il meraviglioso libro di Margaret Mazzantini non temete di rimanere delusi dalla visione del film. Perché vi succederà l’esatto contrario. E se invece vi siete persi il libro (che potete sempre recuperare), almeno non perdetevi anche questo film.
Sarà perché Margaret e il regista (nonché interprete principale) Sergio Castellitto sono compagni di vita felici o sarà perché la storia è di per sé una storia potente, di quelle che ti si appiccicano addosso dalla prima pagina (o dal primo frame). Sarà perché Sergio Castellitto è semplicemente bravo sul serio ma il risultato è che “Non Ti Muovere” è un film che colpisce dritto al cuore senza pietà per chi magari ai sentimenti preferisce la testa. Ebbene, anche costoro cederanno di fronte a Italia (una Penelope Cruz irriconoscibile e a dir poco straordinaria) e al suo Crevalcore, a Timoteo e alle sue debolezze, a Elsa, moglie tradita e alla piccola Angela, inerme sul letto d’ospedale.
Il segreto di “Non Ti Muovere” sta nell’intensa partecipazione dello spettatore. Nella nostra vita tutti siamo stati una volta Timoteo, una volta Elsa. E forse abbiamo incontrato Italia, senza sapere più cosa fare della nostra vita (sentimento espresso anche nella canzone di Vasco Rossi, brano portante della colonna sonora del film). “La mia vita è stata tutta così. Piena di piccoli segni che mi vengono a cercare” sussurra Italia a Timoteo con i capelli bagnati dalla pioggia e il trucco sfatto sugli occhi. Poi aggiunge “dio non ci perdonerà”. Timoteo risponde “dio non esiste”. E lei ci spiazza di nuovo “speriamo amore mio” – dice – “speriamo”.
Sergio Castellitto con le sue scelte (bellissima quella di iniziare con un casco slacciato e dondolante sull’asfalto, vuoto, che si riempie di pioggia) e la sua grande interpretazione rende merito al libro e a alla sua compagna. Ma soprattutto fa un regalo speciale a noi. Per riceverlo basta premere “play”. E nessuno si muove più.

