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Conferenza Stampa di Easy Virtue.

Con Jessica Biel, Ben Barnes e Stephan Elliott.

Conferenza Stampa di Easy Virtue.

Di Luisa Scarlata • 9/01/2009 • Categorie: Eventi

Conferenza stampa di Easy Virtue Foto del film Easy Virtue Foto del film Easy Virtue Foto del film Easy Virtue Foto del film Easy Virtue

Conferenza Stampa di Easy Virtue.

Dopo la proiezione del bellissimo Easy Virtue al Festival Internazionale del Film di Roma, i protagonisti Jessica Biel e Ben Barnes, il produttore Barnaby Thompson e il regista Stephan Elliott hanno risposto alle domande dei giornalisti in conferenza stampa.

Di seguito, un estratto dell’incontro.

(Per Barnaby Thompson). Come è nato questo progetto? E in che relazione è con il precedente film di Hitchcock?

Quando mi sono trovato davanti questo progetto l’ho trovato subito molto interessante per questo tema, quello dell’incontro con le suocere, che in fondo è un argomento che interessa tutti. E per realizzarlo chi mi sono andato a cercare? Un australiano, santo cielo! Che ero sicuro avrebbe dato una nuova freschezza a questo film. Per quanto riguarda Hitchcock, il suo era un film muto, impossibile fare un confronto. Certamente quello non fu il suo miglior film, era ancora troppo giovane, non era ancora diventato il regista che noi conosciamo.

(Per Barnes e Biel). Quanto vi ha divertito una commedia del genere, così sofisticata e così rara?

Jessica Biel: Beh, queste commedie sono rarissime, ecco perché mi ha attirato questa proposta. Ne ho fatte poche di commedie, certamente mai di così intelligenti, lavorare con Stephan è stato eccezionale. Sapevamo che avrebbe fatto qualcosa di pazzesco, di veramente nuovo.

Ben Barnes: Io sono un giovane attore britannico e il 50% delle sceneggiature che ti mandano riguardano queste storie molto serie, in costume, mentre invece ho amato molto questa commedia antiromantica...si all’inizio ci sono i baci, i tramonti, dopo di che si scatena l’azione. Francamente è stata un’occasione da non perdere, ed è bene cercare sempre di dare qualcosa di nuovo, di diverso.

(Per Stephan Elliott). Come avete lavorato sulla sceneggiatura che è ricca di dialoghi strepitosi, di battute folgoranti ma anche di molte cose non dette?

L’opera di Coward inizialmente era un melodramma; non era neanche particolarmente divertente, era abbastanza drammatico come soggetto. Quindi insieme al co-sceneggiatore abbiamo fatto degli innesti veri e propri, come il can can o la scena del cane, per rendere più moderna l’opera teatrale di Coward. Ci sono state anche molte improvvisazioni da parte degli attori, è stato un cast molto fortunato.

(Per Jessica Biel). Spesso le sue colleghe si lamentano del fatto che a Hollywood non trovano ruoli femminili molto forti, centrali, e sono spesso richieste solo per ruoli “spalla”. Lei condivide questa preoccupazione? E’ un caso che sia dovuta andata in Inghilterra per trovare un ruolo femminile così bello?

Certamente è giusta questa preoccupazione per le donne di qualunque età nel cinema. Ti chiedono sempre di fare un ruolo da non protagonista, da spalla, e i ruoli femminili interessanti e complessi a più livelli sono rarissimi e sempre attribuiti alle “prime attrici” della classifica. Sono sicura che questo accade a molte, comunque in genere non sono ruoli che vengono offerti a me, insomma. E’ ironico dunque che sono dovuta andare in Gran Bretagna? Beh, forse sì. Questo è davvero un problema.

(Per Jessica Biel). Lei è stata denominata “l’attrice più sana al mondo”. Curioso...Cos’è che la rende così sana?

Innanzitutto questa è la cosa più noiosa al mondo, essere considerata l’attrice più sana al mondo, nessuno pensa che sia “fico”, nessuno riesce a spiegarselo. In compenso mi hanno tutti preso in giro per questa etichetta. Non so cosa significa: sì, la salute per me è importante, faccio atletica, ho una vita sana, forse è per questo.

Quando un film gioca così tanto con i cliché britannici che piacciono tanto all’estero, che tipo di accoglienza hanno poi invece in patria?

Ben Barnes: Beh, ancora non l’hanno visto gli inglesi, quindi è difficile dirlo. Non so quale potrà essere la loro reazione. Ho l’impressione comunque che alla gente non piaccia più l’idea dell’immagine tutto d’un pezzo degli inglesi, noiosi – essendo inglese posso dirlo – e credo sia bello invece prendersi un po’ in giro, prendere in giro i cliché. Alla fine penso piacerà quest’idea che tutto sommato non li battono gli americani questi inglesi. E poi l’umorismo qui è tale da far sì che questo verrà accettato. La Gran Bretagna è pronta, credo.

Stephan Elliott: In Inghilterra il film uscirà domani e...sono terrorizzato, per essere onesti!

Barnaby Thompson: Io sono tranquillo, perché posso sempre dare la colpa all’australiano...oppure all’americana, quindi ho la possibilità di nascondermi dietro di loro!


Easy Virtue. Recensione del Film.
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Luisa Scarlata è Capo Redattore di Cineradar.
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